Betulle

L’albero genealogico delle idee cresce nel vuoto, in tutte le direzioni, a intrappolare l’inconcepibile. A trattenere il vuoto, l’aria, la trasparenza. Ad abbracciare la sacralità dell’eterno presente (derubricato per comodità -o vigliaccheria- sotto il nome di futuro) in questo più o meno efficace groviglio di intenzioni. L’albero è la forma di vita con cui varrebbe la pena identificarsi. Capace d’adattarsi perché impossibilitato a muoversi, senza perdere la propria identità. Procede parallelamente in due direzioni opposte e complementari. La ricerca verso la profondità del cielo, il sublime, la purezza della terra. Tanto più dispersive sono le ramificazioni tanto più risultano tenaci. Ancorate alla istintiva volontà di arrampicarsi nel buio e nel vuoto ad alimentare la propria linfa. Le radici abbracciano il passato, i rami il futuro, registrati magistralmente in questo archivio verticale che memorizza tutto ciò che lo circonda.