Polipombra

La ricerca dell’astrazione figurativa culmina nell’ambizione impossibile di imbalsamare le ombre, la manifestazione più evanescente della vita trascorsa. Realizzare attraverso la tassidermia dell’invisibile un fossile senza tempo ad illuminarne il mistero. Un fotogramma unico che racchiude l’intera componente cinetica, esasperata nella sua fissità. Un urlo mimato, diluito nei gesti quotidianamente eroici del tirare avanti. La coreografia della questione oscura è alquanto teatrale, sofferta. La claustrofobia del visibile relegato, in netta minoranza, nella quota più vulnerabile dell’intero universo. Cosciente di dipendere dall’invisibile, senza il quale non esisterebbe, e non viceversa. Una segnaletica, una bandiera issata sulla vasta distesa di ciò che non vediamo. Questo siamo.