Efestiade

L’Efestiade è un festival musicale d’attività intermittente, come il Dio del vulcano al quale è intitolato. Dedicato all’irrequietezza, alle esplosioni tanto di gioia che di rabbia. L’ospitalità, nell’antica accezione, sul vero senso della parola, è riservata solo agli artisti che si stimano di più dal punto di vista creativo e umano. I concerti, preferibilmente in solo così da svelare lo scheletro musicale delle composizioni, si tengono in prevalenza in autunno e primavera la giornata del lunedì. Ciò che lo distingue dagli altri festival è il considerare ogni spettacolo un evento unico e irripetibile, relazionandolo al territorio e corredandolo di tutto un corollario di trovate (luoghi, allestimenti, regali, orari, supporti cartacei..), liberamente  ispirati al concerto stesso. Sono delle vere e proprie produzioni. Per contratto gli artisti devono fermarsi alcuni giorni, giusto il tempo di guardarsi intorno. Attualmente al quarto anno di attività (2010/2011/2012/2013), si concede adesso una pausa di riflessione, venendo meno al proposito di farlo durare fino al 2030. Poi si vedrà.

Per meglio capire l’approccio alla materia musicale, riassumiamo alcune delle serate più riuscite, proprio in riferimento all’idea che la musica pur essendo il soggetto, l’ingrediente più importante, resta pur sempre un ingrediente, utile soprattutto per tutto ciò che ruota attorno, parole, pensieri, emozioni, stimoli, riflessioni. È questo che si vuole contribuire a suscitare nell’organizzare i concerti a modo nostro.

2010
In occasione del concerto inaugurale di Josephine Foster che all’epoca aveva musicato le poesie di Emily Dickinson, si offrirono vivande ispirate alle poesie, con una degustazione di fiori e un cocktail al geranio espressamente ideato per l’occasione. Venne inoltre data alle stampe una piccola selezione delle poesie in cui faceva capolino il vulcano, oltre a pubblicare la prima raccolta di componimenti poetici di Josephine stessa.

Matt Elliott, alla fine del suo spettacolo, all’uscita del teatro offriva birra a tutti, ne avevamo considerato 5 casse ed andarono via in un soffio. Ma prima di ciò, aveva espresso il desiderio di andare a visitare la villa di Aleister Crowley a Cefalù, dall’altra parte della Sicilia.  L’Abbazia di Thélema era del tutto abbandonata e in mano ai vandali, ma l’accesso risultò comunque non così semplice come sembrava, inquietandomi parecchio. Scavalcammo da una finestra, le immagini scattate risultarono tutte sfocate,  la coda di un uccello immobile sporgeva dall’attacco del lampadario e ci venne impedito di uscire da uno sciame di api giganti. Poi andammo a fare il bagno a mare.

….. continua