Etneide

Nel 2000 d.C. si è voluto fotografare la montagna di fronte, ogni giorno, dall’alba al tramonto, in diversi momenti della giornata, per tutto l’anno. È la documentazione maggiormente dettagliata prima dell’avvento dell’era digitale. Tale operazione, spiccatamente anacronistica, serve a dimostrare come anche una montagna possa essere percepita diversamente al variare del suo contesto, delle condizioni ambientali. In pratica, l’esterno. La luce influisce sull’espressione del vulcano al pari dei pensieri, delle preoccupazioni e delle malinconie così bene rappresentate, in questo caso, dalle nuvole. Senza dimenticarsi delle cicliche esplosioni di rabbia che hanno caratterizzato quei lunghi dodici mesi.
Dopo dodici anni si è giunti alla conclusione di rendere gradualmente l’archivio accessibile così com’è, svelando le immagini come carte seguendo il ritmo delle scansioni.
Il progetto prevede la pubblicazione di un libro, la realizzazione di un video in stop motion e la produzione di una serie di 2000 cartoline a tiratura limitata, nella speranza che ciò avvenga prima dei prossimi dodici anni.
È uno sforzo titanico che a ragione abbiamo intitolato Etneide(Archivio)